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Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni.
Così Gildo Claps nel libro-inchiesta, Per Elisa, scritto a quattro mani con la giornalista e conduttrice di Chi l’ha visto? Federica Sciarelli.
Così io, dopo più di 15 anni d’indagine. Ho cominciato a interessarmi al caso della scomparsa della giovane Elisa Claps, avvenuta la domenica del 12 settembre 1993 a Potenza, poco tempo dopo l’accaduto per poi ottenere l’incarico ufficiale da parte della famiglia nel 1995.Da allora non ho mai smesso di seguire le indagini che da subito, si sono presentate molto difficili e complesse soprattutto a causa del clima omertoso e dei tanti depistaggi cui abbiamo dovuto far fronte.
Mi misi prontamente sulle tracce di Danilo Restivo che era indicato come il maggiore indiziato, oggi già condannato in Inghilterra. E in tempi non sospetti, seguendo i suoi spostamenti, scoprì che lo stesso si era trasferito nel Dorset in Inghilterra e che risultava iscritto alla Nacro, un istituto inglese che si occupa principalmente del recupero dei criminali, oltre a svolgere anche altre attività come corsi d’informatica. All'epoca della scoperta, nel 2001, informai la famiglia Claps e mi adoperai non poco per coinvolgere la Polizia di Stato di Potenza, perché si trattava di un’informazione da non sottovalutare. Infatti, sembrava chiaro, anche se indirettamente, che la famiglia Restivo cercava di porre rimedio alle problematiche mentali di Danilo. Almeno questa era la nostra speranza! Forse la segnalazione non cadde nel vuoto ma non ottenne il risultato sperato tant’è che Danilo non fu fermato. Nel 2002 restammo tutti sconvolti nel sapere che la vicina di casa di Danilo Restivo, Heather Barnett, fosse stata barbaramente uccisa. Ma ciò che ci sconvolse di più fu il ritrovamento di ciocche di capelli tra le mani della vittima. Clamorosamente le nostre preoccupazioni non erano bastate per fermare quella mano assassina.
Sin dall’inizio, le mie indagini mi conducevano alla Chiesa della Santissima Trinità e a chi ruotava intorno ad essa: fu proprio lì che il 17 marzo del 2010 fu rinvenuto il corpo della giovane Elisa. Nonostante i precedenti tra la famiglia Claps e don Mimì Sabía, l’allora parroco della Santissima Trinità, non fossero positivi, tentai per due volte di parlare con quel sacerdote e visionare i locali della chiesa, ma senza successo. Forse non avrei trovato comunque Elisa, considerato che il suo corpo era stato abilmente nascosto e anche perché la cercavo altrove. Presso il seminario minore ad esempio, dove il Vescovo don Superbo mi autorizzò a cercare, dopo che ebbi ricevuto una telefonata anonima che mi segnalava una botola sospetta presso il giardino di quel luogo.Tanti anni sono trascorsi da allora, quante ricerche e ricostruzioni fatte con documenti alla mano e con la voglia di non mollare; nessuna pista attendibile e nessun indizio concordante.Quando mi sembrava, anzi ci sembrava, considerato lo stretto legame che nel corso degli anni si era consolidato con la famiglia Claps, di impazzire e di non trovare vie d’uscita, Luciano Claps ed io ci chiudevano nella mia agenzia e per ore con pazienza, rimettevamo assieme tutti i punti più importanti, alla ricerca di quel qualcosa che ci sfuggiva o che non avevamo capito o che… non volevano capissimo.
Oggi la famiglia Claps e l'ASI vivono orgogliosamente delle soddisfazioni, ma è un successo amaro.
Quel ragazzo era una bomba a orologeria che la sua famiglia poteva tranquillamente fermare.
Che dire dei tanti che hanno nascosto con dolo la verità lungo questi anni? Probabilmente non sono uomini né mezzi uomini ma .........
M.G.
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Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 21:29 |
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Malati cronici in azienda? No problem A Salerno c'è l'«acchiappa-assenteisti»
SALERNO - C’era una volta l’investigatore privato che indagava sulle corna coniugali, ficcando il naso (e la macchina fotografica) nel talamo nuziale. Oggi che il tradimento è diventato il sale del matrimonio, anche questa figura professionale è entrata in crisi. Meno male però che i fedifraghi si sono spostati sul posto di lavoro. Attenti quindi ai detective che indagano sugli assenteisti in azienda. Negli ultimi tre anni sono raddoppiati i casi dei «falsi malati» che, approfittando di lunghi periodi di riposo, incrementano una seconda attività lavorativa, il più delle volte clandestina. Di conseguenza sono aumentati anche i controlli dei datori di lavoro. È una gara all'ultima furbizia: da una parte i «cagionevoli di salute» che le studiano tutte pur di disertare l'ufficio o la fabbrica, dall'altra i loro superiori che per snidarli nel comportamento truffaldino non esitano ad affidarsi a una società di investigazioni private.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/7-ottobre-2010/malati-cronici-azienda-no-problema-salerno-c-acchiappa-assenteisti-1703902198400.shtml
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“Sapevamo tutto dal ’97.”
«Sapevamo del delitto di Elisa Claps sin dal ’97 [..]ce ne occupammo perché avevamo un informatore e per dare degli input agli investigatori : così dichiara un ex funzionario del SISDE, l’allora servizio segreto civile italiano.
Ecco l’ennesimo colpo di scena sul caso della studentessa potentina Elisa Claps, scomparsa ed uccisa nel 1993, il cui cadavere è stato ritrovato solo lo scorso anno. Secondo quanto riferito dall’ex 007 che scrisse il dossier , la studentessa sarebbe stata assassinata il giorno stesso della scomparsa, il 12 settembre ’93 , a Potenza. Seppur senza citarne il nome, così come previsto nella stesura di quel tipo di note informative che non contemplano l’uso di nominativi, nell’informativa viene identificato anche il presunto autore nel sospettato di sempre, Danilo Restivo, attualmente condannato all’ergastolo in Inghilterra per l’omicidio della vicina di casa Heather Barnett e che a novembre ca sarà processato a Salerno per l’uccisione della studentessa di Potenza. Ma nell'intervista, rilasciata al tg5 lo scorso 24 ottobre, l'ex agente rivela che nel corso degli accertamenti avrebbe appreso da informatori, presumibilmente ecclesiastici, del coinvolgimento di un sacerdote nella vicenda, «..un personaggio a latere..» che non aveva preso parte al delitto ma che probabilmente «..sapeva». L'ex funzionario del Sisde tuttavia esclude che nell'informativa si facesse il nome di don Mimì Sabia, parroco della Chiesa della Trinità per 40 anni, morto nel 2008, a cui più di una volta è stato imputato di essere al corrente dell’infelice destino toccato alla giovane Elisa.
Tuttavia questa nota del Sisde non arrivò mai agli investigatori. E il corpo di Elisa è stato ritrovato, ufficialmente, solo il 17 marzo dello scorso anno. Tutto questo a confermare ancora una volta anni di depistaggi e false speranze a cui la famiglia Claps è stata più volte costretta ad aggrapparsi pur consapevole che la verità fosse più vicina di quanto volessero far credere.
AM-Express
http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/254954/quel-dossier-sul-caso-claps.html |
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CONDANNATO A 30 ANNI DI CARCERE
11 novembre 2011 : A 18 anni dalla scomparsa della sedicenne studentessa potentina Elisa Claps e ad un anno e sei mesi dal ritrovamento del suo cadavere, arriva la sentenza e soprattutto la condanna di Danilo Restivo, colui che da sempre è stato ritenuto il responsabile della scomparsa prima e dell’uccisione poi della giovane.
Un’altra data da ricordare nel triste epilogo di Elisa; un giorno importante che vede finalmente condannato Restivo a trent'anni di carcere, il massimo della pena prevista dal rito processuale abbreviato a cui è stato sottoposto.
Soddisfazione e commozione della famiglia Claps e di chi, in tutti questi anni, l’ha sostenuta e si è impegnato nella risoluzione del caso. Eppure resta la ferma convinzione che Danilo Restivo, attualmente già condannato in Inghilterra all’ergastolo per l’omicidio della sarta Heather Barnett, non sia l’unico responsabile: sua la mano che ha sferrato ad Elisa i colpi mortali ma non sue le mani e soprattutto le menti che lo hanno coperto e aiutato a nascondere la verità.
Così la condanna di Restivo viene ad essere ad oggi il primo punto fermo in quasi due decenni di misteri, depistaggi e omissioni investigative. Resta ancora da chiarire cosa è realmente successo dopo il delitto, tanto da posticipare di anni e anni il ritrovamento del cadavere di cui qualcuno sapeva, stando alle indagini ed alle ultime rivelazioni. Sulla scomparsa di Elisa Claps, sulle modalità del ritrovamento del cadavere e su eventuali complicità di cui avrebbe beneficiato Restivo è tuttora in corso un'inchiesta-bis della Procura di Salerno.
Ed Elisa attende ancora Giustizia.. |
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